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Spada
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top
Una mwewspada (mwfadal greco antico σπάθη?, spáthē, mwfqlatino mwfgmwfwspatha) è un'mwgaarma bianca a mwgqlama lunga, spesso (ma non sempre) a doppio mwggfilo, adatta a colpire di mwgwpunta e di taglio e usata dalle più varie mwhaciviltà in ogni luogo del mondo e in ogni epoca, sebbene prevalentemente in mwhqEurasia e in mwhgNordafrica. La sua lama, più lunga di quella di un mwhwcoltello o di un mwiapugnale, è attaccata a un'mwiqelsa e può essere diritta o curva.
L'intenzione e la fisica di base della spada sono rimaste sostanzialmente invariate nei secoli ma sono cambiate molto le tecniche di realizzazione, variabili anche in base alla cultura: come conseguenza, si hanno differenze nel disegno e nello scopo della lama.
Il concetto fondamentale alla base dell'arma è costante, ma le tecniche di utilizzo e la forma stessa variano ampiamente attraverso le epoche e nelle varie culture che la utilizzano. Questa forma d'arma ha comunque mantenuto un'enorme importanza simbolica (per esempio per i mwjacristiani rappresentava la mwjqcroce, per i mwjgmusulmani la mwjwmezzaluna) attraverso tutte le culture che l'hanno utilizzata, come si può facilmente riscontrare dalla vasta terminologia specifica e dalla sua ricorrente presenza in tutte le opere mitologiche e letterarie.
I nomi dati a molte spade nella mwkqmitologia, nella mwkgletteratura e nella mwkwstoria riflettono l'alto prestigio rivestito dall'arma nelle varie culture. In talune culture (es. nell'Europa del mwlaMedioevo) la spada assume importanza da divenire contenitore di mwlqreliquie di santi: si pensi alla mwlgExcalibur di mwlwre Artù, alla mwmaDurendala di mwmqOrlando, il paladino di mwmgCarlo Magno e alla mwmwGioiosa di quest’ultimo.
In mwnqaraldica la spada simboleggia origine e/o volontà guerriera, talora anche minaccia per i nemici della famiglia. Si fa di argento ed è guernita di oro, posta in palo.
Contents
• Storia
• Lama
• Note
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Storia
Origine: spade dell'età del bronzo
La spada compare in mwqwEurasia durante l'mwraetà del bronzo, evolvendo dal mwrqpugnale. All'origine di questo sviluppo vi fu l'introduzione del mwrgmetallo (fond. mwrwrame) nella costruzione dei pugnali prima realizzati in osso o pietra (spec. mwsaselce e mwsqossidiana) e quindi non replicabili in un formato più grande causa l'ingombro e l'eccessiva rigidità/fragilità. Con l'introduzione del rame e successivamente del mwsgbronzo i pugnali poterono allungarsi, divenendo spade.
La lunghezza delle spade in bronzo oscilla tra 50 e 90mwta cm (solo eccezionalmente di più) per garantire maneggevolezza e affidabilità: armi più lunghe avrebbero necessitato di un eccessivo spessore/peso della lama per renderla resistente ai colpi. Nella maggior parte dei casi (unica eccezione specifica le spade prodotte in mwtqCina), la lama della spada nell'Età del Bronzo era composta al 10-12% circa da mwtgstagno, onde fortificare il bronzo senza renderlo troppo fragile, con il risultato però di non esentarlo da deformazione nel caso di urti particolarmente potenti. Molta attenzione venne perciò profusa nella progettazione della forma della lama, per garantire massima robustezza e bilanciamento oltre alla possibilità di una scherma versatile, con colpi di punta e di taglio. Si arrivò così ai modelli di spada a lamina fogliare, con lama spessa nella parte centrale ma più stretta vicino all'impugnatura e dotata di una punta ampia ma sottile. Il bordo era poi frequentemente temprato e martellato per ottenerne un'incavatura per migliorare il filo e la capacità di taglio.
Le prime spade appaiono in mwuaMedioriente (le più antiche furono trovate ad mwuqArslantepecite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5], mwxgTurchia, e datate al 3300 a.C. anche se i reperti di spada sono comunque molto rari fino al 2300 a.C. circa) e sulle coste del mwxwMar Egeo. Nel resto del mondo il nuovo tipo di arma si diffonde successivamente:
• in mwygIndia, le prime spade in rame datano al 2300 a.C. (Siti mwywharappani) ma furono probabilmente usate più estensivamente durante i primi secoli del mwzaI millennio a.C. (mwzqetà del ferro in India)cite-ref-6[6].
• in mwawEuropa, le prime spade avevano tipicamente lunghe lame sagomate e snelle per infilzare. Più tardi diventando più larghe, serviranno sia per tagliare sia per infilzare. Una variante tipica nelle spade europee è la lama sagomata a foglia, molto comune nell'Europa nord-occidentale alla fine dell'età del bronzo, nelle Isole Britanniche in particolare. La mwbaspada a lingua di carpa, probabilmente sviluppato nella Francia nord-occidentale, è comunemente utilizzata nell'Europa occidentale durante l'VIII secolo a.C.;
• in mwbgCina si produssero spade sin dalla mwbwdinastia Shang (1600–1046 a.C.)cite-ref-7[7] ma la tecnologia utilizzata per le spade in bronzo tocca il suo punto più alto solo durante il mwdaPeriodo dei regni combattenti e il successivo affermarsi della mwdqdinastia Qin (221–207 a.C.). Dalla Cina, la produzione di spade si diffuse poi in mwdgCorea e mwdwGiappone;
Sviluppo: spade dell'età del ferro
In un momento non ben precisato tra il mwiqXII e l'mwigVIII secolo a.C., sia in Eurasia sia in mwiwAfrica, le spade in bronzo vengono sostituite da spade in mwjaferro. Nelle propaggini insulari e peninsulari più orientali dell'mwjqAsia (mwjgGiappone e mwjwCorea), si avviò una loro produzione stabile di mwkaarmi bianche manesche in ferro non prima del mwkqIII secolo. In India, invece, la produzione su vasta scala di manufatti in ferro, tra cui spade, data già al XIII secolo a.C.cite-ref-9[9]
Le prime spade in ferro erano prodotti primitivi se paragonati ai manufatti europei del mwlwIII secolo a.C. o ai magnifici risultati dell'mwmaacciaio Damasco mwmqWootz dell'India dell'mwmgVIII secolo. Seppur spesso fornito dell'adeguata quantità di mwmwcarbonio, il mwnaferro utilizzato dagli antichi mwnqfabbri non era infatti indurito tramite mwngtempratura ma tramite semplice battitura, veniva cioè lavorato come se fosse mwnwbronzo. Il risultato di questo processo produttivo erano mwoalame di scarsa qualità, prive dell'elasticità che permette alla spada di mwoqacciaio di assorbire l'urto senza piegarsi. L'arcaica spada in ferro era semplicemente più facile da realizzare della spada in bronzo perché più facile era reperirne la materia prima.
Solo successivamente i fabbri compresero che l'aggiunta di carbonio al ferro, operato durante il processo di mwowfusione aggiungendo del mwpacarbone al minerale ferroso, poteva portare a una migliore lega: l'mwpqacciaio (mwpgChalybs in mwpwlingua latina). In origine, la lega era ottenuta tramite due processi, la tempratura e il mwqarinvenimento, da eseguire in successione sul reffo crudo secondo un mwqqmodus operandi che se non eseguito a regola d'arte portava alla realizzazione di armi di bassa qualità. Per contro, la manifesta prova di abilità di taluni centri di produzione, capaci di garantire prodotti eccellenti, garantì loro una fama leggendaria poi tramandataci dalle fonti: pensiamo al mwqgmwqwferrum noricum dell'mwraImpero romano o all'acciaio Damasco delle mwrqCrociatecite-ref-10[10].
La spada in ferro si diffuse nel Mediterraneo e nell'Asia sud-occidentale, favorita, con buona probabilità, dal successo militare e politico degli mwswIttiti, il cui impero levantino-anatolico si impose come nuova superpotenza della zona grazie a due innovazioni belliche fondamentali: le armi in ferro e il mwtacocchio da guerra. Dal principio del mwtqI millennio a.C., furono poi i mwtgpopoli del Mare e i mwtwfilistei a promuovere la diffusione delle armi in ferro lungo le coste mediterraneecite-ref-11[11].
La diffusione delle spade in ferro fu però tutt'altro che capillare e il ferro sostituì il bronzo nella fabbricazione delle armi solo quando la mwvqmwvgkoinè dell'Età del bronzo, cioè il sistema di contatti e scambi commerciali tra i grandi imperi (Egizi, Ittiti, ecc.), andò in crisi, stroncando il commercio del mwvwrame e dello mwwastagno necessari per garantire la produzione di oggetti bronzei. Privi della materia prima di più facile lavorazione, i fabbri dell'mwwqAntichità dovettero sopperire scoprendo come meglio lavorare il ferrocite-ref-12[12] per ottenere delle armi.
Nell'mwxwEuropa atlantica, le armi in ferro si diffusero grazie alla mwyaCultura di Hallstatt (mwyqIX-mwygVI secolo a.C.)cite-ref-13[13], mentre l'Europa Mediterranea vedeva la diffusione di armi in ferro di origine Balcanica e Orientale. Non mancarono i primi tentativi di produzione propria, specialmente in area Centro-Italiana, con armi robuste e dal semplice disegno costruttivocite-ref-14[14]
Circa nel mw1a500 a.C., la mw1qCultura di La Tène, diffusa in tutta l'Europa continentale dai mw1gCelti, segnò il definitivo ingresso delle mw1wspade lunghe in ferro (lama di 60 mw2acm per una lunghezza totale dell'arma di 80mw2q cm) sulla scena bellica europea. Più o meno contemporaneamente, un'altra popolazione indoeuropea, gli mw2gSciti, diffuse l'uso di spade in ferro in mw2wUcraina e in mw3aRussia.
Fu in Asia, più precisamente in India, che la mw3gmetallurgia pre-industriale raggiunse i migliori risultati, con la produzione di lame con acciaio a pacchetto o mw3wwootz la cui qualità si diffuse poi in tutto il continente durante l'mw4aEtà Moderna.
Costruzione
Una spada è divisibile in due parti fondamentali:
• il mw7afornimento, o "elsa", a sua volta formata da:
• "mw7wguardia", insieme degli apparati difensivi che separano la lama dal fornimento e proteggono la mano dello spadaccino;
• pomolo o pomo, utilizzato per controbilanciare la lama
Lama
La lama viene idealmente divisa lungo la sua lunghezza e la divisione più comune è quella in tre parti più o meno uguali in lunghezza: mw-adebole, mw-qmedio e mw-gforte; il mw-wdebole è la parte più lontana dalla impugnatura, il mw-aforte quella più vicina e il mw-qmedio quella situata fra i due. Durante l'uso, la spada offende con il debole, poiché dotato di maggiore velocità, e para i colpi con il forte, poiché maggiormente stabile e robusto.
I lati affilati della spada prendono il nome di mw-wfilo dritto (o mwaqadiritto) e mwaqefilo falso (o mwaqirovescio): il mwaqmfilo dritto è quel filo che guarda l'avversario ed è nella stessa direzione delle nocche di chi impugna la spada, mentre il mwaqqfilo falso è quello che rimane rivolto verso chi la impugna e nella direzione del pollice, all'attaccatura. In alcune spade il filo falso viene affilato solo per metà della lunghezza; altre presentano solo un lato affilato, e prendono in questo caso il nome di mwaqumezze spade. In generale, il filo dritto si utilizza per tagli diretti e affondi, mentre il filo falso viene utilizzato per i colpi di rovescio. La distinzione tra diritto e rovescio non è sempre univoca: se in alcuni casi la forma dell'elsa o della lama stessa è tale da definire con chiarezza quale è il filo dritto, in altre spade a geometria simmetrica tale distinzione dipende semplicemente da come si impugna l'arma.
Spesso la lama della spada presenta sul lato mwaqcpiatto delle scanalature lungo la sua lunghezza, dette "sguscio": queste servono per alleggerirne la struttura (e quindi aumentarne la flessibilità) e per facilitare l'estrazione della lama dopo un affondo di punta dal corpo dell'avversario diminuendo l'effetto "ventosa". Nei coltelli da combattimento moderni queste scanalature sono definite "scolasangue" o "scorrisangue". Inoltre, la spada può presentare una lama dritta o curva: la lama dritta termina solitamente con una punta più o meno stretta, ed è perciò adatta principalmente agli affondi e alle stoccate; la lama curva è più adatta ai colpi di taglio ed è propria della mwaqgsciabola, della mwaqkscimitarra e simili.
Fornimento
"Fornimento" è il termine con cui si identificano le diverse parti della spada atte alla presa e al controllo della lama.
Oltre che dall'impugnatura vera e propria, un fornimento tipico è costituito dall'elsa (insieme pomolo-manica); forse per un'associazione errata dalla lingua anglosassone, l'uso comune della parola è diventato "mwarcguardia". La guardia assicura protezione alla mano che regge l'arma: nelle spade mwargeuropee pre-medievali, ad esempio nei mwarkgladii mwaroromani, la guardia non sporgeva eccessivamente dal piano della lama; questo tipo di guardia viene chiamata mwarscoccia. A partire dal medioevo in poi, la maggior parte delle guardie furono dotate di bracci laterali, adatti a proteggere le mani dai colpi che potevano scivolare lungo la lama: questo tipo di elsa viene chiamata "crociata" o "cruciforme". Un altro tipo di elsa è quella tipica del mwarwfioretto e in generale degli mwar0stocchi, di forma tondeggiante, atta a proteggere interamente la mano dagli affondi degli avversari.cite-ref-15[15] (Nel film mwasiIndiana Jones e l'ultima crociata regia di mwasmSteven Spielberg (1989) il protagonista giunto a Venezia viene ostacolato dalla “mwasqFratellanza della Spada Cruciforme”, gruppo che protegge il Graal.)
Il pomolo, costituito da un pomello di metallo di varia foggia situato alla base dell'impugnatura, è invece necessario per assicurare un bilanciamento ottimale dell'arma, oltre che per migliorare la presa.
Fa formalmente parte del fornimento anche il codolo, la parte terminale della lama che, allungata, penetra nella manica e viene a essa fissata, con vari metodi, in modo da assicurare l'assemblaggio del tutto. Le tecniche per assicurare il fissaggio dell'elsa al codolo variano grandemente a seconda delle epoche e delle culture, e rappresentano in effetti uno degli aspetti cruciali della fabbricazione di una spada. Il punto di attacco tra lama e codolo viene chiamato mwassricasso.
Fodero o guaina
Il fodero è il contenitore atto al trasporto fisico della spada. Nel corso della storia è stato realizzato con diversi materiali: mwatklegno, mwatocuoio, mwatsmetallo (mwatwferro, mwat0acciaio, mwat4bronzo, mwat8ottone e oggi mwauaplastica e suoi derivati. Solitamente il mwauefodero era rigido mentre la guaina era fatta di mwauicuoio e quindi ripiegabile. Fodero e guaina hanno due funzioni principali: protezione (garantire una corretta conservazione della mwaumlama e, al contempo, l'incolumità di chi la utilizza) e sostegno (assicurare l'arma a una mwauqcintura). Generalmente lascia scoperta l'elsa dell'arma, ma una interessante variazione al modello "canonico" di fodero è la custodia in mwauucuoio del mwauymwaucpuukko, il "coltello da foresta" della mwaugScandinavia: l'arma in questione viene integralmente coperta dal fodero che lascia esposto solo il pomolo dell'impugnatura. Il fodero può disporre o meno di un sistema di fermo (solitamente lacci) per non far scivolare la lama all'esterno involontariamente.
Sontuosamente decorato nel caso di mwauoarmi di rappresentanza o nel contesto di culture guerriere (mwausCelti, mwauwAntichi romani, ecc.) attribuenti particolare importanza all'ostentazione del lusso tramite abbellimento delle armi portate in battaglia, il fodero divenne in alcuni casi una vera e propria opera d'arte poi esposta al pubblico o utilizzata per decorare le pareti delle residenze mwau0nobili.
Tecniche di utilizzo
La spada, la prima arma inventata con il solo scopo di uccidere altri esseri umani, può svolgere la sua effettiva capacità offensiva solo nelle mani di un utente esperto. Si tratta perciò di uno strumento d'offesa il cui utilizzo, diversamente da armi rudimentali e/o derivate dall'ambito mwavyvenatorio (es. mwavcclava e mwavglancia), necessita un'adeguata formazione. Da qui l'origine, nelle varie parti del mondo, della mwavkscherma, semplicisticamente definibile come "arte della spada".
In Europa, le prime fonti che accennano a particolari tecniche di scherma datano all'mwavsEllenismo ma è solo nel tardo mwavwMedioevo che appaiono i primi trattati scritti da Maestri d'Arme veri e propri. In Italia, i più famosi Maestri che ci hanno lasciato testimonianza dei loro insegnamenti sono mwav0Fiore dei Liberi (mwav4mwav8Flos Duellatorum - Ferrara - 1410 circa) e mwawaFilippo Vadi (mwaweDe arte gladiatoria dimicandi - Urbino - 1485 circa). In questo periodo, che per l'Italia è da considerarsi già mwawirinascimento delle arti e delle scienze (e la scherma è considerata come una di esse), il combattimento è particolarmente legato all'utilizzo di spade a due mani, daghe, lance, azze, bastoni e lotta a mani nude. Dal '500, con il graduale affermarsi dell'arma da fuoco sui campi di battaglia, la spada diventa arma da difesa personale per eccellenza e lo studio delle sue tecniche d'offesa e difesa precipue s'intensifica. L'arma viene spesso accompagnata da una seconda lama più corta da impugnarsi con l'altra mano, spesso chiamata mwawmdaga o mwawqpugnale da duello, oppure accompagnata da armi difensive quali piccoli scudi (mwawubrocchieri e targhe), scudi più grandi (rotelle e targoni) oppure semplici mantelli (mwawycappe). La "mwawcscherma tradizionale europea" diventa così espressione di arte e scienza senza precedenti di cui l'Italia è il più noto centro propagatore.
L'origine aristocratica della scherma, in cui l'utilizzo di armi secondarie viene gradualmente limitato da motivi etici e di etichetta, porta a una progressiva codifica della disciplina. In essa diventano preponderanti sempre più i colpi di punta, decisamente più letali dei tradizionali colpi di taglio. È per l'appunto dopo il 1600 che la vecchia mwawkspada da lato (detta così poiché di uso civile da portare alla cintura) si trasforma nella spada da lato a striscia o semplicemente "mwawostriscia". L'evoluzione dell'arma porta a un cambiamento delle tecniche: ormai si usa per lo più la spada sola o la spada e il pugnale; ancora per tutto il 1600 l'Italia produce notevoli Maestri, quali Ridolfo Capoferro da Cagli.
Nei secoli successivi la scherma si allontana sempre più dai casi di combattimento reale, perdendo d'importanza la dottrina d'uso principale: la sopravvivenza in un combattimento in steccato, in Duello "alla macchia" o in caso di aggressione in strada. La scherma diventa gradualmente un passatempo da gentiluomini, che vedono nel circolo di scherma anche una sorta di club per ritrovarsi. Nel XIX secolo, cambiamento generalizzato della scherma porta alla scomparsa di Maestri che possano insegnare efficacemente quest'arte in condizioni di combattimento reale. Per questo motivo gli ambienti militari delle potenze dominanti del tempo cominciano a ricercare fuori dai propri territori persone in grado di insegnare il combattimento con la mwaw0sciabola ai propri ufficiali. In ogni modo, anche nel '900 gli schermidori Italiani di spada erano rinomati proprio per la loro esperienza e pratica nell'uso della spada da duello, sebbene le tecniche originali di mwaw4scherma antica, la quale sfrutta combinazione di colpi di taglio e colpi di punta, risultavano ormai non più praticate.
Principali scuole di scherma del mondo
• mwaxiScherma tradizionale europea, anche nota come "Scrimia"
• mwaxqHaidong Gumdo
• mwaxyKendō
• mwaxgIaidō
• Scherma del mwaxoKung-Fu
• mwaxwAikidō
• mwax4Kenjutsu
• mwayaIaijitsu
Tipi di spade
• Ayda Katti
• Babanga
• Claymore
• Dalwel
• Dao
• Ensis
• Falcione
• Firangi
• Flissach
• Gladio
• Ilwoon
• Jian
• Kampilan
• Kastane
• Katana
• Khanda
• Khopesh
• Kopis
• Makhaira
• Mandau
• Mel Puttah Bemoh
• Mentok
• Naga Dao
• Nimcha
• Pata
• Sappara
• Sciabola
• Shamshir
• Spatha
• Stocco
• Storta
• Striscia
• Toledo
• Xiphos
• Zanbato
Letteratura
Nella mitologia e nei mwayspoemi epici medievali sono presenti alcune particolari spade dai poteri favolosi: la mwaywdurlindana del mway0paladino mway4Orlando, mway8Excalibur, la mwazaGioiosa di mwazeCarlo Magno e mwaziLancillotto, mwazmHrunting che era la spada magica e avvelenata data a mwazqBeowulf. Alla cultura greca appartiene invece la leggenda della spada di mwazuDamocle. Nei romanzi di mwazyJ.R.R. Tolkien compaiono diverse spade importanti come mwazcNarsil/Andúril, mwazgPungolo, mwazkGurthang e mwazoGlamdring.
Note
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cite-note-22. Dean B (1920), mwaagHelmets and Body Armour in Modern Warfare, mwaakYale University Press.
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Bibliografia
Voci correlate
• mwaggMangiatore di spade
• mwagoOakeshott typology
• mwagwSciabola
• mwag4Spada (sport)
• mwahaSpada (araldica)
• mwahiSpada da fanteria
• mwahqStocco (arma)
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSpada, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaPietro Barocelli e Ugo Badalucchi, SPADA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
• citerefvocabolario-treccaniSpada, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaGuido Achille Mansuelli, SPADA, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1966.
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• (EN) Sword, su The Visual Novel Database.